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La celeberrima Virginia Woolf diceva che “dietro un grande uomo c è sempre una grande donna”, io direi più che sia il contrario nel caso di Chiara Ferragni e Riccardo Pozzoli.

Chi è Riccardo Pozzoli

Per chi non conoscesse la loro storia si può riassumere in poche righe: The Blonde Salad (TBS) nasce il 12 ottobre del 2009 quando Riccardo, a soli 23 anni a Chicago per uno stage in Marketing, compra il dominio e pubblica il primo post. Eppure tra i due era Chiara ad avere la passione per la moda, la ragazza dalla bellezza della porta accanto, fisico longilineo, capelli biondissimi e grandi occhi azzurri. Forse, ci piace pensare che se non fosse stata la fame e la lungimiranza di Riccardo a quest’ora TBS non sarebbe un’azienda da oltre 6 milioni di Euro e 11milioni di follower su Instagram e Chiara non sarebbe stata incoronata da Forbes influencer più importante del mondo.

Oltre all’esperienza di TBS Pozzoli ha lanciato molti altri progetti come il food delivery Foorban “non tutti i miei progetti sono andati bene, ma non mi sono mai fermato”. Quest’ultimo è un ristorante in cui i coperti sono sparsi in tutta la città e non confinati in un unico locale-

“Oggi abbiamo la possibilità di far diventare autostrade a quattro corsie quelli che ancora non sembrano neppure sentieri tracciati”

Il libro Non è un paese per vecchi

Diciamocelo, oggi, chi non vorrebbe essere come la Ferragni? Probabilmente se un qualsiasi ateneo istituisse un corso sull’argomento andrebbe sold out più veloce delle sue stesse capsule collection. E soprattutto, chi non ha sognato mai di inventarsi il business milionario?

Beh, Riccardo ci è riuscito e ha cercato di spiegarlo quando ha deciso di montare e ri-smontare la sua vita per scrivere “Non è un paese per vecchi”, dove ripercorre le tappe dei successi ma anche i fallimenti della sua carriera. Un percorso iniziato a 23 anni e a 31 ancora in ascesa, essendo egli uno degli startupper italiani più influenti.

Pochi consigli ma buoni, quelli di Pozzoli, che incoraggiano chiunque abbia un’idea di business in mente a trovare la sua strada e anche chi può aiutarlo. Anche se non sempre fila tutto liscio. Cita il maestro Yoda perché anche lui, come tantissimi, ha fallito in molti progetti; ma “il fallimento è il più grande maestro” e Pozzoli con orgoglio ed umiltà ci rivela tutti i segreti per avviare storie di successo.

Le regole del gioco sono semplici:

  1. Il team deve funzionare
  2. Competenza e rispetto del lavoro altrui
  3. L’empatia

Le occasioni sono per chi non ha paura di cambiare e pensare in grande, perché se hai un’idea, un progetto, un sogno, ma poi non si è abbastanza determinati da seguirli, non serve a nulla averli.

Ma la vera domanda è “Da dove iniziare per lanciare una start up?”

  1. Un buon punto di partenza per raccogliere informazioni su incubatori (come H-Farm, Nana Bianc eccetera, che consentono agli startupper di presentare la propria a rappresentanti di venture capital e private angels, che spesso si concludono con degli investimenti), vetrine, concorsi per start up è il sito startupitalia.eu;
  2. L’articolo  di Economy Up Dove andare per fa nascere un’impresa contiene un fornito elenco dei principali incubatori ed acceleratori di impresa;
  3. Se si cercano angel investor si può presentare il proprio progetto a Italian Angel for Growth;

Per lanciarsi in un’impresa, però bisogna avere una visione. Cosa vuol dire?
Avere la vision significa concentrarsi così tanto su un’immagine da riuscire a renderla reale, soprattutto perché prima di passare da zero a uno potrebbe essere necessario provare anche quattro o cinque “zero”, dato che non è detto che la prima esperienza vada subito bene.

Un libro sempre pragmatico e positivo come la ferma visione di Riccardo sul proprio lavoro, ma soprattutto sulla vita stessa. Piacevolissimo ed incoraggiante da leggere, ad ogni pagina ci spinge a trasformare i nostri sogni in imprese concrete e di successo, facendo i conti con una realtà che è quella delle rivoluzioni digitali, nella quale c’è spazio per tutti.

Perché essere vecchi non è una questione anagrafica. Vecchio è chi non vuole mettersi in gioco, chi non scommette su se stesso, chi ha paura di cambiare idea.

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