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Oggi chi naviga su Internet pretende di accedere subito alle pagine che gli interessano, eppure la velocità di caricamento del sito web è ancora una caratteristica molto sottovalutata dai proprietari di portali online.

In questo articolo vedremo insieme come è possibile ottimizzare il nostro sito Internet per renderlo super veloce e non far scappare i nostri visitatori.

Perché è importante la velocità del sito web?

La velocità di caricamento dei siti è determinante per l’utente che lo visita, soprattutto se sta navigando tramite smartphone o su una rete domestica lenta.

Le statistiche ci dicono che circa il 40% di chi naviga abbandona il sito Internet se il tempo di caricamento è superiore a 3 secondi.

Sembra un tempo piccolissimo, eppure i dati confermano che gli utenti non hanno molta pazienza quando stanno cercando qualcosa online.

Per questo motivo Google dà forte importanza alla velocità dei siti web. È risaputo che la Big G tende a privilegiare i siti più veloci mettendoli tra i primi risultati di ricerca.

Inoltre la lentezza di caricamento di un sito web impatta negativamente anche nell’e-commerce e nei download. Amazon, ad esempio, calcola un calo delle vendite dell’1% per ogni decimo di secondo di lentezza a caricare.

Sarebbe ideale limitare il tempo di caricamento a massimo 2,5 secondi.

Come si misura la velocità di un sito web?

Per verificare la velocità di un sito Internet sono a disposizione vari siti che testano l’ottimizzazione del web in cui basta semplicemente inserire l’url del sito e il programma online calcola automaticamente una serie di caratteristiche, spesso suggerendo anche il problema da risolvere per migliorare le performance di velocità.

Quello più comune è PageSpeed Insights di Google, ma sono importanti anche GTmetrix e Pingdom. Questi software segnalano sia il punteggio generale che i punti deboli del proprio sito.

Consigli per velocizzare il sito web

È dunque fondamentale ottimizzare il server per avere un sito veloce, procedendo in ordine con l’analisi, la diagnostica e la risoluzione.

Secondo Adam Johnson di Search Engine Journal uno dei fattori più importanti è l’ottimizzazione dei server, in particolare il “web hosting”, cioè il servizio che rende accessibili le pagine web agli utenti, di cui spesso “c’è un’abbondanza di informazioni non accurate o incomplete”.

Quindi una delle prime cose da verificare è sicuramente se il nostro server ci sta creando problemi o meno col caricamento del sito.

In questi casi, ad esempio, si potrebbe intervenire scegliendo un piano di hosting più vicino alle richieste del sito: se ad esempio l’hosting condiviso è la soluzione più economica, pagando un servizio managed, cioè affidato a qualcuno che gestisce il server, il sito sarà raggiungibile in maniera più veloce da un maggior numero di utenti.

Se è invece il software ad essere il problema, sono a disposizione un gran numero di procedure per ottimizzare front-end (la parte che l’utente vede) e back-end (la parte del sito che elabora e restituisce le informazioni).

Si consiglia di migliorare il front-end con queste ottimizzazioni:

  1. Usare le immagini di dimensione minore, possibilmente non troppo grandi per alleggerire il sito
  2. Usare servizi di CDN (Content Delivery Network), per ridurre la distanza tra server e utente
  3. Minimizzare i CSS e i JavaScript e, se non impattano sull’User Experience del sito, spostarli nel footer (il piè di pagina). Per questa operazione sono diffuse applicazioni come “CSS Compressor” e “Minifyjs”
  4. Ridurre il numero di redirect e script esterni fino all’essenziale
  5. Evitare l’overselling, ovvero il caricare un numero eccessivo di informazioni, applicando la tecnica del Lazy Loading, che carica le immagini solo quando esse vengono visualizzate a schermo
  6. Mettere solo i plugin necessari

Per ottimizzare il back-end si consiglia di:

  1. Usare il browser caching per velocizzare il rendering ed evitare che la stessa immagine, presente in più pagine, venga continuamente richiesta dal server. Come plugin di caching sono consigliati WP Supercache, W3 Total Cacher e Cache Enabler
  2. Ottimizzare il codice del proprio script: se si utilizza un CMS (Content Management System) esistono già plugin di ottimizzazione presenti che rendono il lavoro più semplice, ma con uno script proprietario si ha un maggior margine di ottimizzazione
  3. Attivare la compressione con GZIP
  4. Utilizzare l’HTTP 2.0, che trasferisce più velocemente un gran numero di file in una singola connessione
  5. Disabilitare l’hot-linking, un fenomeno che si verifica quando un’immagine viene mostrata su altri siti saturando così una maggior porzione di banda

Un altro consiglio è di disattivare i trackbacks e i pingbacks, plug-in che avvisano quando un sito viene collegato a un altro mediante un link; in questo modo la velocità del blog aumenterà riducendo le richieste del server e lo spam.

Bene, spero che questi consigli ti siano stati utili. Se hai dubbi o commenti scrivici pure qui sotto: ci fa sempre piacere conoscere la tua opinione e aiutarti.

Roberto Mennitto

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