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	<title>CantStopLab</title>
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	<title>CantStopLab</title>
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		<title>Nicchia di Mercato: cos’è e come trovarla</title>
		<link>https://cantstoplab.it/nicchia-di-mercato-cose-e-come-trovarla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[CantStopLab Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Feb 2022 08:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trova la tua nicchia di mercato in 3 semplici step e inizia da subito ad attirare nuovi clienti per il tuo business.</p>
<p>L'articolo <a href="https://cantstoplab.it/nicchia-di-mercato-cose-e-come-trovarla/">Nicchia di Mercato: cos’è e come trovarla</a> proviene da <a href="https://cantstoplab.it">CantStopLab</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Se stai leggendo questo articolo probabilmente vuoi sapere come aumentare i tuoi contatti e acquisire traffico di qualità da convertire in clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo ti sveleremo quella che è&nbsp;<strong>la base di ogni strategia di marketing</strong>, il primo mattone da mettere per raggiungere i tuoi obiettivi, ossia&nbsp;<strong>trovare la tua nicchia di mercato</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos’è una nicchia di mercato?</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una nicchia di mercato è un segmento del mercato con caratteristiche specifiche</strong>, in cui la concorrenza è abbastanza bassa o non è arrivata a coprire tutti i bisogni del target, e quindi c’è ancora spazio per acquisire nuovi clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aspetta, mi spiego meglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I settori economici – come ad esempio il settore del benessere, quello medico, quello dell’abbigliamento ecc. – possono essere divisi in sottosettori sempre più piccoli, se si prendono a riferimento esigenze e bisogni di pubblici minori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Qualche esempio?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Prendendo il settore del fitness, potremmo definire le seguenti nicchie:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ginnastica per chi ha poco tempo</li>



<li>pilates per neo mamme</li>



<li>yoga prenatale</li>



<li>ginnastica dolce per over 50</li>



<li>arti marziali per principianti over 30</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">eccetera</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questa segmentazione apre a nuove possibilità di business e ci consente di specializzare il nostro lavoro su un’esigenza e un target specifici.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono i vantaggi della nicchia di mercato?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Definire in modo preciso la tua nicchia di mercato ti permetterà di rivolgerti idealmente ad una sola persona – il tuo cliente ideale – il quale ha un problema che tu puoi risolvere con i tuoi consigli e le tue dritte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così facendo&nbsp;<strong>potrai creare contenuti utili per il tuo target offrendogli la soluzione giusta per le sue esigenze</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risultato?&nbsp;<strong>Quella persona ti vedrà come il massimo esperto in quel settore e conterà sulle tue competenze. Tu sarai la prima persona che gli verrà in mente quando dovrà scegliere a chi rivolgersi per risolvere quel dato problema, diventando tuo cliente.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, se la tua nicchia è la vendita di libri gialli online e cominci a fare contenuti di valore dedicati a questa tematica attirando un pubblico di lettori giallisti, questi cominceranno a pensarti come un espert* del settore e se avranno bisogno di acquistare altri libri verranno proprio da te!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Definire la tua nicchia di mercato ti permetterà dunque di:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>attirare il pubblico giusto per il tuo business</li>



<li>aumentare la tua autorevolezza nel tuo settore di riferimento</li>



<li>avere un pubblico fidelizzato nel lungo periodo</li>



<li>incrementare le vendite</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>“Si, ok ma, come trovo la nicchia di mercato giusta per il mio business?”</em></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Come trovare la nicchia di mercato giusta?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Trovare la nicchia di mercato giusta non è sempre facile e ti capisco se pensi che dedicarsi ad un solo ambito possa essere limitante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo perché&nbsp;<strong>spesso crediamo che più attiriamo un pubblico ampio e più riusciamo a vendere</strong>, per cui circoscrivere la nostra attività solo su un singolo aspetto sembra quasi riduttivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Niente di più sbagliato!</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Occuparsi di tante e troppe cose insieme rappresenta un dispendio di energie che non ti farà raggiungere alcun risultato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Non mettere troppa carne al fuoco.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">I tuoi followers avranno le idee confuse poiché non capiranno di cosa ti occupi precisamente e si rivolgeranno a qualcuno altro che – al contrario di te – avrà creato contenuti specifici e si sarà posizionato come massimo esperto di quel settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È chiaro ora perché devi subito trovare la tua nicchia di mercato?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ora che lo sai, ti svelo come fare.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per individuare la tua nicchia di mercato e lanciare il tuo nuovo business&nbsp;<strong>devi tenere presente 3 cose: passione, competenza e monetizzazione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La tua nicchia ideale dovrebbe, infatti, essere qualcosa che ti appassiona, su cui sei competente e allo stesso tempo deve avere un pubblico disposto ad acquistare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per trovare la tua nicchia di mercato fatti queste domande:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><em>Quali sono i miei interessi, le mie passioni e le mie competenze?</em></strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Potresti trovarti di fronte a due casi diversi:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Sei già un espert* della tua nicchia però non sei ancora riuscit* a monetizzare le tue conoscenze.</li>



<li>Non sei un espert* del settore, per cui la soluzione è individuare argomenti che ti appassionano e che ti spingono a saperne sempre di più. In questo caso sarà fondamentale aver maturato esperienze personali in quel determinato settore che ti permetteranno di trasferire agli altri le tue conoscenze, aiutandoli ad arrivare dove sei tu ora. (Ad esempio, sei diventat* vegetarian* e decidi di parlare del tuo percorso e della tua nuova vita).</li>
</ol>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><em>Per che cosa viene sempre chiesto il mio parere o il mio aiuto?</em></strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, chiediti in cosa sei sempre pront* ad aiutare le persone che si rivolgono a te.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su quale argomento viene sempre chiesto il tuo parere?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco, quest’ambito, per quanto ristretto possa sembrarti, potrebbe rappresentare la base per trovare la tua nicchia di mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Delle competenze che gli altri già ti riconoscono e che possono essere messe ancora più a frutto.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><em>La nicchia di mercato che hai individuato è monetizzabile?</em></strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Si, ok, hai trovato un argomento su cui focalizzare i tuoi sforzi perché unisce le tue passioni e le tue competenze. Ma si tratta di un interesse realmente monetizzabile?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accertati che, qualunque sia la tematica su cui vuoi costruire il tuo nuovo business, veda una richiesta da parte del mercato.&nbsp;<strong>Verifica che per il tuo prodotto o servizio ci sia un reale bisogno da parte del tuo cliente ideale.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Come fare a verificarlo? Fai ricerche sul web e sui social e intercetta i problemi e le esigenze del tuo pubblico. Leggi commenti, visita forum, interagisci e domanda. Otterrai certamente ottime dritte!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordati, infatti, che&nbsp;<strong>non ha senso trovare una nicchia e investirci tempo (e denaro!) se non hai verificato che sia monetizzabile</strong>. Se non c’è un pubblico che sarebbe disposto ad acquistare i tuoi prodotti o servizi, allora non ne vale la pena.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come far interagire, coinvolgere aiutare il tuo pubblico?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Individuare la tua nicchia di mercato ti aiuterà a capire come rivolgerti al tuo cliente ideale: che linguaggio utilizzare, quali soluzioni proporre ed in che modo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>-“Il modo più semplice per aiutare davvero il tuo pubblico è creare contenuti di valore”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>-Beh, grazie, non è mica semplice!</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un metodo infallibile per sapere cosa davvero interessa al tuo pubblico è rivolgerti direttamente a lui. Chiedi ai tuoi followers di scriverti nei commenti, di contattarti in direct oppure spingili all’interazione sul tuo profilo attraverso sondaggi e domande aperte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le loro risposte, commenti e feedback saranno una vera e propria miniera d’oro dalla quale attingere per creare i tuoi contenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto, una volta raccolte le informazioni, non ti resterà che creare strumenti di interesse per la tua audience.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco cosa puoi fare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Crea una Newsletter</strong>&nbsp;e invita i tuoi followers ad iscriversi per restare sempre aggiornati sui tuoi contenuti</li>



<li><strong>Regala dei freebie</strong>&nbsp;su argomenti di interesse per la tua community</li>



<li><strong>Crea delle challenge</strong>&nbsp;sul tuo profilo per coinvolgere di più</li>



<li><strong>Fai dei post</strong>&nbsp;nel quale ti rivolgi direttamente al tuo pubblico invogliandoli all’interazione</li>



<li>Crea un canale&nbsp;<strong>telegram</strong>&nbsp;dedicato</li>



<li><strong>Collabora</strong>&nbsp;con altri creator per ideare live di approfondimento</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Speriamo con questo articolo di averti chiarito le idee sull’importanza della nicchia di mercato per il proprio business. Se hai dubbi o domande e vuoi confrontarti sulla tua nicchia o cliente ideale non esitare a scriverci nei commenti!</p>
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		<title>eCommerce: meglio usare Shopify o Woocommerce?</title>
		<link>https://cantstoplab.it/ecommerce-meglio-usare-shopify-o-woocommerce/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[CantStopLab Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Dec 2021 17:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono i principali pro e contro di Woocommerce e Shopify? Scoprilo in questo breve articolo e fai la scelta giusta per il tuo ecommerce.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La scelta della piattaforma per il proprio eCommerce è fondamentale e non sempre si hanno le idee chiare in partenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo breve articolo andrò a mostrati<strong>&nbsp;i principali pro e contro&nbsp;</strong>di due dei più famosi gestori di eShop usati in questo momento:&nbsp;<strong>Woocommerce e Shopify.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se molti li definiscono alternative di pari livello, in realtà queste due piattaforme nascono in modo totalmente diverso ed hanno caratteristiche che se non ben conosciute possono dare filo da torcere a chi si avvicina per la prima volta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è Woocommerce?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per cominciare,&nbsp;<strong>Woocommerce è un plugin del più noto CMS WordPress</strong>. Che vuol dire? Che è un’estensione che permette di aprire una vetrina su un sito gestito da WP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È gratuito ed open source, questo significa che non pagherai per avere WooCommerce e che potrai personalizzare tutto a tuo piacimento grazie al fatto che si può lavorare tranquillamente anche sul suo codice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra tutto molto bello, vero? Ma c’è un però che fra poco ti spiegherò.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima lascia che ti introduca in due parole anche Shopify.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è Shopify?</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Shopify, al contrario, non è totalmente open e non è gratuito</strong>. Per averlo dovrai pagare una quota mensile o annuale (la versione basic parte da 29 dollari al mese) e la sua personalizzazione richiede l’aggiunta di plugin ed estensioni che possono essere anche a pagamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La cosa bella? Si apre in un click</strong>. Basta registrarsi sul sito ufficiale e in meno di un’ora avrai già il tuo eCommerce base pronto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scegliere fra Shopify e Woocommerce? 3 fattori da considerare.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella scelta fra Woocommerce e Shopify ci sono 3 fattori da considerare:&nbsp;<strong>prezzo, personalizzazione e ottimizzazione SEO</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il prezzo, sappiamo già che&nbsp;<strong>WooCommerce non è di base a pagamento</strong>&nbsp;ma devi considerare l’acquisto di dominio e hosting perché non sono compresi in questo CMS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece,&nbsp;<strong>Shopify propone una versione Basic da 29 dollari al mese</strong>&nbsp;con hosting integrato e possibilità di avere un dominio personalizzato oppure trasferire un dominio vecchio. Inoltre,&nbsp;<strong>applica una tariffa per ogni transazione</strong>&nbsp;di 0.25€ + una percentuale che varia da 1,6 a 1,9% a seconda del piano applicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In entrambi i casi&nbsp;<strong>il livello di personalizzazione degli eCommerce dipende anche da plugin e funzionalità</strong>&nbsp;che possono essere aggiunti e che sono in molti casi a pagamento sia per Woocommerce che per Shopify.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, anche se è vero che con il primo abbiamo la possibilità di agire direttamente sul codice – essendo un CMS open source – allo stesso tempo però dobbiamo riconoscere che&nbsp;<strong>molte funzionalità che rendono un eCommerce facile da gestire per i venditori e semplice da usare per chi compra sono merito di plugin a pagamento</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stessa cosa per Shopify per il quale però non c’è possibilità di agire sul codice, quindi la personalizzazione dipende da estensioni che in molti casi aggiungono un costo mensile o annuale all’eCommerce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ultima analisi, c’è da considerare l’ottimizzazione SEO consentita dalle due piattaforme.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>È molto importante avere un sito e delle schede prodotto ottimizzate per i motori di ricerca</strong>, in modo da farsi trovare dai potenziali clienti che cercano online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Essendo&nbsp;<strong>Woocommerce</strong>&nbsp;un prodotto WordPress – piattaforma che viene consigliata proprio per la possibilità di agire in maniera spinta sulla SEO –&nbsp;&nbsp;<strong>ne consegue che le possibilità di ottimizzare tutto il materiale per i motori di ricerca sono davvero ottime</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Shopify invece pone qualche limite alla SEO</strong>, non potendo agire su tutto il sito. C’è da dire però che i passi fatti avanti in questo campo nell’ultimo periodo per venire incontro a tale esigenza sono stati notevoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione…</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è la scelta migliore fra Shopify e Woocommerce?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Vengo al dunque e ti dico adesso qual è secondo me la scelta migliore fra Shopify e Woocommerce.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se il tuo obiettivo è avere in poco tempo uno shop online ben funzionante e facile da gestire</strong>, con un’assistenza garantita e non ti interessa pagare una fee su ogni transazione né spingere troppo sulla SEO,&nbsp;<strong>la scelta più ovvia è sicuramente Shopify</strong>. Lo apri con registrazione immediata e puoi anche provarlo per 14 giorni prima di fare la tua scelta definitiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se invece le tue esigenze di personalizzazione del sito sono molteplici e preferisci avere il controllo di tutte le funzionalità, allora sarà meglio affidarsi al classico Woocommerce</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La configurazione di tutte le opzioni ed estensioni di questa piattaforma sarà abbastanza lunga (e non escludere che tu possa aver bisogno di un webmaster per completarla, se non sei pratico) ma avrai esattamente l’eCommerce che avevi in mente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>E tu hai già provato Shopify e Woocommerce? Quali difficoltà hai trovato? Quale ti è piaciuto di più?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dimmelo nei commenti!</p>
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		<item>
		<title>3 cose da fare prima di aprire un e-commerce</title>
		<link>https://cantstoplab.it/3-cose-da-fare-prima-di-aprire-un-e-commerce/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[CantStopLab Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2020 08:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa fare per aprire un ecommerce? Ecco 3 cose da tenere a mente quando vuoi aprire un negozio online e che solo pochi fanno davvero.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo ti parleremo delle&nbsp;<strong>3 cose che tutti gli imprenditori dovrebbero fare prima di aprire un negozio online</strong>&nbsp;e che sono fondamentali per la buona riuscita di un e-commerce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’ultimo periodo abbiamo, infatti, notato uno straordinario aumento delle richieste di realizzazione di e-shop molto spesso accompagnate dalla mancanza di una vera visione di ciò a cui si sarebbe andati incontro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché abbiamo pensato di inserire qui 3 fondamentali aspetti che bisogna tenere in considerazione prima di aprire un e-commerce per non cadere dal pero (del web!).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<h2 class="wp-block-heading">3 cose da fare prima di aprire un e-commerce</h2>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>1. Consultare un commercialista</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli adempimenti burocratici sono una scocciatura, lo sappiamo, ma sono anche obbligatori e se non sei in regola potresti incappare in guai e multe salate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando apri uno shop online è come se stessi aprendo un vero e proprio negozio</strong>, quindi devi recarti da un commercialista per aprire la partita Iva e fare tutto il necessario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hai già un negozio fisico? Non è detto che tu sia in regola per aprirne uno online. I codici ATECO potrebbero essere diversi e richiedere un aggiornamento.&nbsp; Anche in questo caso il nostro consiglio è di consultare uno specialista fiscale per capire se c’è qualche adempimento da fare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>2. Fare ricerche di mercato</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sia che tu abbia già un negozio fisico e voglia espanderti nel web, sia che tu parta da zero ti consigliamo di non improvvisare online.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le ricerche di mercato sono un importantissimo step che ti aiuterà a capire come inserirti nell’ecosistema degli e-commerce del tuo settore</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parti dai&nbsp;<strong>competitor</strong>&nbsp;e comincia a porti queste domande:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Quali e quanti sono i principali competitor?</li>



<li>Che prodotti uguali o simili vendete?</li>



<li>C’è differenza di prezzo?</li>



<li>Quali sono i loro costi di spedizione? E le politiche di reso e rimborso?</li>



<li>Hanno un’assistenza cliente dedicata?</li>



<li>Quali canali di comunicazione hanno attivato?</li>



<li>Quali sono i loro punti di forza e quelli di debolezza?</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Puoi aiutarti con un foglio excel&nbsp;</strong>su cui annotare tutti i dati che riesci a trovare per poi fare le tue valutazioni, confrontando la loro offerta con la tua.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E poi c’è la questione targe</strong>t. Non è mai consigliabile puntare ad una clientela troppo vasta perché rischi di sparare nel mucchio e non centrare il tuo vero bersaglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Devi quindi capire&nbsp;<strong>chi è il vero destinatario del tuo prodotto/brand</strong>&nbsp;e puntare solo a quello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se già disponi di un database di clienti potresti cominciare ad analizzare quello (credici se ti diciamo che<strong>&nbsp;è oro per chi lavora nelle vendite online!</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco qualche domanda da farsi per analizzare il target:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Età, sesso, luogo in cui abita?</li>



<li>Professione?</li>



<li>Quanto spende in media ogni volta che acquista?</li>



<li>Quali sono i prodotti che predilige?</li>



<li>Che cosa lo convince ad acquistare i tuoi prodotti?</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta che avrai analizzato per bene tutto il mercato sarai pronto a lavorare sulla&nbsp;<strong>pianificazione e sulla strategia a breve, medio e lungo termine</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potresti magari decidere già in questa fase di organizzare il tuo primo<a href="https://hybridibc.com/cantstoplabold/2019/04/09/guida-al-funnel-marketing/">&nbsp;funnel di vendita</a>, così da ottenere anche dati importanti per capire se la strategia sta funzionando o meno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>3. Stabilire un budget pubblicitario</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>È inutile girarci intorno</strong>, per far volare un e-commerce servono soldi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo questo punto viene spesso tralasciato da chi vuole aprire un negozio online ma è fondamentale per la buona riuscita delle strategie di vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, diciamoci la verità,&nbsp;<strong>aprire un negozio online non è come aprirlo a fronte strada</strong>. Non ci sono persone che passano per caso di lì, distrattamente guardano le tue vetrine e magari entrano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il traffico nessuno te lo regala, ma ce lo devi portare tu con i tuoi investimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è tanto più importante fare traffico se consideri che solo&nbsp;<strong>in media il tasso di conversione di un e-shop in Italia è dello 0,99%</strong>. Esatto, stiamo proprio dicendo che se 100 persone passano dal tuo sito web probabilmente 1 sola acquisterà qualcosa!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capisci ora l’importanza di usare l’advertising online per far arrivare utenti sul tuo e-commerce?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione social, ads online, ottimizzazione SEO, strategia SEM ecc. gli strumenti che possono aiutarti a rendere visibile il tuo e-commerce sono davvero tanti, ma hanno un costo che potrai recuperare solo dopo tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’ottimizzazione delle risorse investite, infatti, non avviene nel breve periodo</strong>. Molti esperti stimano che ci vogliano tra i 12 e i 24 mesi per raggiungere il breakeven point (punto di pareggio) di un e-shop, quindi armati di pazienza e costanza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le tue difficoltà nell’apertura dell’e-commerce</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Bene, ora che abbiamo parlato delle principali cose da fare prima di aprire un e-commerce vogliamo sentire anche la tua opinione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hai già aperto un negozio online? Quali sono state le difficoltà che hai trovato e a cui non avevi magari pensato prima?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamone insieme nei commenti!</p>
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		<title>Come usare l&#8217;effetto Green Screen su Tik Tok?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[CantStopLab Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2020 13:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[tiktok]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'effetto green screen o sfondo verde di TikTok ti consente di cambiare lo sfondo dei tuoi video e creare effetti visivi straordinari. Scopri come.</p>
<p>L'articolo <a href="https://cantstoplab.it/come-usare-leffetto-green-screen-su-tik-tok/">Come usare l&#8217;effetto Green Screen su Tik Tok?</a> proviene da <a href="https://cantstoplab.it">CantStopLab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">TikTok è l’app del momento basata su un intrattenimento con&nbsp;<strong>video molto brevi, dai 15 ai 60 secondi</strong>, facilmente editabili e risultati incredibilmente&nbsp;<strong>creativi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di&nbsp;<strong>piccoli sketch</strong>, spesso lipsync di canzoni e programmi tv, dei quali&nbsp;<em>Tik Tok</em>&nbsp;ha un incredibile database grazie all’assorbimento della vecchia&nbsp;<em>Musical.ly</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’app è abbastanza semplice da utilizzare e permette di&nbsp;<strong>creare effetti visivi davvero straordinari</strong>, che altrimenti sarebbero alla portata solo di chi è montatore ed effettista di mestiere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno di questi è il<strong>&nbsp;green screen</strong>, un effetto che permette di cambiare lo sfondo del video e&nbsp;<strong>trasportare le persone in un altro mondo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come si usa il green screen di Tik Tok?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Green Screen o Sfondo Verde di Tik Tok non è altro che un filtro rubato dal cinema che ci&nbsp;<strong>permette di teletrasportarci letteralmente in qualunque posto vogliamo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vuoi che il prossimo video sia girato a Parigi? Bali? Nel tuo videogioco preferito? Basta semplicemente scegliere la foto o il video della location scelta, caricarla sul tuo smartphone e seguire<strong>&nbsp;le indicazioni che ti stiamo per dare</strong>.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Apri l’app di Tik Tok e clicca su “<strong>+</strong>” per creare un video.</li>



<li>Seleziona “<strong>Effetti</strong>” alla sinistra del tasto rosso per la registrazione e ti appariranno delle sezioni. Cerca in “<strong>Di tendenza</strong>” l’icona del Green Screen. <em>Attenzione!</em> L’icona del green screen foto è diversa da quella per i video.</li>



<li>Adesso scegli la foto o il video che vuoi dalla gallery del tuo smartphone e usala come sfondo del tuo prossimo TikTok.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">Come usare il green screen di TikTok?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il green screen può essere usato in moltissimi modi, basta usare creatività e fantasia, ma non è un effetto che serve solo per situazioni comiche o nonsense.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Puoi letteralmente cambiare lo sfondo dei tuoi video e questo ti permetterà di&nbsp;<strong>focalizzare l’attenzione di chi ti sta guardando su qualcosa di specifico che vuoi mettere in risalto</strong>, come un oggetto, una frase, un luogo…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio potresti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>parlare del film che hai appena finito di vedere con la scena clou alle tue spalle</em></li>



<li><em>consigliare l’ultimo libro che hai letto facendo apparire la copertina</em></li>



<li><em>catapultare te stesso in un luogo in cui sei stato e parlarne, dando consigli su cosa vedere e/o fare lì</em></li>



<li><em>parlare di un nuovo attrezzo ginnico che stai usando e dare suggerimenti al tuo pubblico</em></li>



<li><em>far apparire frasi su cui riflettere insieme</em></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In questo modo TikTok non sarà solo un luogo di divertimento fine a se stesso, ma una piattaforma in cui parlare di tutto ciò che ti interessa e&nbsp;<strong>creare contenuti di valore</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Se hai un brand il green screen potrebbe essere un’ottima possibilità di parlare al tuo target di riferimento con creatività e senza annoiarlo.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">E tu hai mai usato l’effetto green screen di Tik Tok? Faccelo sapere nei commenti!</p>
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		<title>6 consigli (+5) per un sito web più veloce</title>
		<link>https://cantstoplab.it/consigli-per-un-sito-web-piu-veloce/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[CantStopLab Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2019 09:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cantstoplab.it/?p=216221</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci hai mai pensato? Un sito lento può far scappare utenti e clienti. Scopri come analizzare e migliorare la velocità del tuo sito web con i nostri consigli.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Oggi chi naviga su Internet pretende di accedere subito alle pagine che gli interessano, eppure&nbsp;<strong>la velocità di caricamento del sito web è ancora</strong>&nbsp;<strong>una caratteristica molto sottovalutata</strong>&nbsp;dai proprietari di portali online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo vedremo insieme&nbsp;<strong>come è possibile ottimizzare il nostro sito Internet per renderlo super veloce e non far scappare i nostri visitatori</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché è importante la velocità del sito web?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La velocità di caricamento dei siti è&nbsp;<strong>determinante per l’utente che lo visita</strong>, soprattutto se sta navigando tramite smartphone o su una rete domestica lenta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le statistiche ci dicono che<strong>&nbsp;circa il 40% di chi naviga abbandona il sito Internet se il tempo di caricamento è superiore a 3 secondi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra un tempo piccolissimo, eppure i dati confermano che gli utenti non hanno molta pazienza quando stanno cercando qualcosa online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo&nbsp;<strong>Google dà forte importanza alla velocità dei siti web</strong>. È risaputo che la Big G tende a&nbsp;<strong>privilegiare i siti più veloci mettendoli tra i primi risultati di ricerca</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre&nbsp;<strong>la lentezza di caricamento di un sito web impatta negativamente anche nell’e-commerce e nei download.&nbsp;</strong>Amazon, ad esempio, calcola un calo delle vendite dell’1% per ogni decimo di secondo di lentezza a caricare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe ideale limitare il tempo di caricamento a massimo 2,5 secondi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come si misura la velocità di un sito web?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per verificare la velocità di un sito Internet&nbsp;<strong>sono a disposizione vari siti che testano l’ottimizzazione del web&nbsp;</strong>in cui basta semplicemente inserire l’url del sito e il programma online calcola automaticamente una serie di caratteristiche, spesso suggerendo anche il problema da risolvere per migliorare le performance di velocità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello più comune è<a href="https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights/?hl=it">&nbsp;PageSpeed Insights</a>&nbsp;di Google, ma sono importanti anche<a href="https://gtmetrix.com/">&nbsp;GTmetrix</a>&nbsp;e<a href="https://tools.pingdom.com/">&nbsp;Pingdom</a>. Questi software segnalano sia il punteggio generale che i punti deboli del proprio sito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Consigli per velocizzare il sito web</h2>



<p class="wp-block-paragraph">È dunque fondamentale ottimizzare il server per avere un sito veloce, procedendo in ordine con&nbsp;<strong>l’analisi, la diagnostica e la risoluzione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Adam Johnson di&nbsp;<em>Search Engine Journal</em>&nbsp;<strong>uno dei fattori più importanti è l’ottimizzazione dei server</strong>, in particolare il “web hosting”, cioè il servizio che rende accessibili le pagine web agli utenti, di cui spesso “c’è un’abbondanza di informazioni non accurate o incomplete”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi una delle prime cose da verificare è sicuramente se il nostro server ci sta creando problemi o meno col caricamento del sito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi casi, ad esempio, si potrebbe intervenire&nbsp;<strong>scegliendo un piano di hosting più vicino alle richieste del sito</strong>: se ad esempio l’hosting condiviso è la soluzione più economica, pagando un servizio&nbsp;<em>managed</em>, cioè affidato a qualcuno che gestisce il server, il sito sarà raggiungibile in maniera più veloce da un maggior numero di utenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se è invece il software ad essere il problema</strong>, sono a disposizione un gran numero di procedure per ottimizzare&nbsp;<strong>front-end</strong>&nbsp;(la parte che l’utente vede) e&nbsp;<strong>back-end</strong>&nbsp;(la parte del sito che elabora e restituisce le informazioni).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si consiglia di&nbsp;<strong>migliorare il front-end</strong>&nbsp;con queste ottimizzazioni:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Usare le <strong>immagini di dimensione minore</strong>, possibilmente non troppo grandi per alleggerire il sito</li>



<li>Usare <strong>servizi di CDN</strong> (Content Delivery Network), per ridurre la distanza tra server e utente</li>



<li>Minimizzare i <strong>CSS</strong> e i <strong>JavaScript</strong> e, se non impattano sull’User Experience del sito, spostarli nel footer (il piè di pagina). Per questa operazione sono diffuse applicazioni come “CSS Compressor” e “Minifyjs”</li>



<li><strong>Ridurre il numero di redirect e script esterni</strong> fino all’essenziale</li>



<li><strong>Evitare l’overselling</strong>, ovvero il caricare un numero eccessivo di informazioni, applicando la tecnica del Lazy Loading, che carica le immagini solo quando esse vengono visualizzate a schermo</li>



<li>Mettere <strong>solo i plugin necessari</strong></li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Per&nbsp;<strong>ottimizzare il back-end&nbsp;</strong>si consiglia di:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Usare il browser caching</strong> <strong>per velocizzare il rendering</strong> ed evitare che la stessa immagine, presente in più pagine, venga continuamente richiesta dal server. Come plugin di caching sono consigliati WP Supercache, W3 Total Cacher e Cache Enabler</li>



<li><strong>Ottimizzare il codice del proprio script</strong>: se si utilizza un CMS (Content Management System) esistono già plugin di ottimizzazione presenti che rendono il lavoro più semplice, ma con uno script proprietario si ha un maggior margine di ottimizzazione</li>



<li>Attivare la compressione con <strong>GZIP</strong></li>



<li>Utilizzare l’<strong>HTTP 2.0</strong>, che trasferisce più velocemente un gran numero di file in una singola connessione</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Disabilitare l’hot-linking</strong>, un fenomeno che si verifica quando un’immagine viene mostrata su altri siti saturando così una maggior porzione di banda</p>
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		<title>Acquisire clienti online – Guida al Funnel Marketing</title>
		<link>https://cantstoplab.it/guida-al-funnel-marketing/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[CantStopLab Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 07:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste esperti]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cantstoplab.it/?p=216254</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come realizzare un funnel marketing efficace? Andrea Di Foggia lavora per Marketers ed è l’esperto giusto per spiegarci come acquisire clienti online.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come realizzare un funnel efficace per acquisire nuovi clienti?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo abbiamo chiesto ad&nbsp;<strong>Andrea Di Foggia, esperto di strategie di funnel marketing per Marketers</strong>, una delle community di digital marketing più grandi d’Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ok, Andrea iniziamo adesso con te questo viaggio all’interno del funnel marketing, ma prima dicci un po’ chi sei e che fai.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Andrea Di Foggia:</strong>&nbsp;“<strong>Sono quello che vi spia dietro i monitor</strong>, cioè vado a tracciare tutto ciò che fanno gli utenti online sulle varie pagine web&nbsp; e gestisco vari team e clienti”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andrea in pratica è in grado di analizzare i dati che gli utenti lasciano sui siti Internet che visitano, anche inconsapevolmente, e di tradurli&nbsp;<strong>in una strategia di funnel marketing, cioè un sistema di acquisizione clienti che genererà nuovi contatti, che poi verranno convertiti in clienti e fidelizzati.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Che fa uno specialista di funnel marketing?</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ADF</strong>&nbsp;: “<strong>Noi siamo gli specialisti della conversione</strong>. Non diamo importanza alle vanity metrics, come i “mi piace”, i follower oppure i&nbsp; commenti su Facebook o sui vari social media… Piuttosto chiediamo un budget al cliente per poi convertire questo budget in un ritorno sull’investimento (ROI) superiore alla spesa effettuata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi&nbsp;<strong>siamo molto molto attenti al soldi spesi, ai costi, ai ricavi e soprattutto al tasso di conversione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ragioniamo esclusivamente sui numeri</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, se abbiamo investito €1000 e abbiamo generato 100 contatti, di questi 100 contatti riusciamo a convertirne 10 in clienti. A questo punto, andiamo ad analizzare tutti i dati per ottimizzarli sempre di più nel tempo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, i dati che gli utenti ci lasciano online sono preziosissimi e sono la base per la costruzione di un solido funnel.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos’è un funnel?</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ADF</strong>: “<strong>Molti lo raffigurano come un imbuto ma per me è una raffigurazione obsoleta&nbsp;</strong>perché l’imbuto ha una sola via.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per me invece il funnel è altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un funnel è un sistema di processi automatici che si sovrappongo e o susseguono per la massimizzazione del valore che diamo o riceviamo</strong>&nbsp;in cambio dall’attore principale del nostro business ovvero i clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Oddio, cosa significa tutto ciò?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Partiamo per gradi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Immaginate vari step che si susseguono, con più vie parallele e trasversali tra loro.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Noi dobbiamo fare in modo che un utente che intercettiamo online</strong>&nbsp;– e ci conosce per la prima volta – in qualsiasi modo, con una via principale o con una via secondaria,&nbsp;<strong>faccia il percorso che noi abbiamo creato per lui</strong>&nbsp;per portarlo da un punto A di completa ignoranza nei confronti del nostro brand ad un punto B in cui conosce il nostro brand, ha capito che siamo degli esperti e ha capito soprattutto che il nostro prodotto/servizio è la soluzione adatta al suo problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questo è un funnel. Un sistema automatico che ci permette di portare l’utente per mano attraverso un viaggio per conoscere noi</strong>&nbsp;come brand ma soprattutto i nostri servizi”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli step di una strategia di funnel marketing</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Wow, sembra piuttosto complicato! Ma da dove si parte per una buona stretegia di funnel marketing? Quali sono gli step necessari?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ADF</strong>&nbsp;: “La prima cosa che faccio nel momento in cui deve partire un nuovo progetto è quella di&nbsp;<strong>parlare con l’imprenditore&nbsp;</strong>per capire un po’ qual è la situazione attuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima cosa che chiedo è quali&nbsp;<strong>sono gli obiettiv</strong>i a medio, ma soprattutto a lungo periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi, vado a chiedere&nbsp;<strong>cosa ha fatto quell’imprenditore fino ad oggi per raggiungere questi obiettivi</strong>. Ascolto ciò che mi dicono in prima battuta ma in secondo luogo vado a verificare online, guardando il suo sito web, i social media ecc per capire se ciò che mi ha detto corrisponde a realtà. Molte volte, infatti, non è così e questo è già un campanello d’allarme perché mi fa capire che quell’imprenditore non ha ben chiaro ciò che viene realmente messo in pratica nella sua azienda.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Analisi della concorrenza</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lo step successivo è quello dell’analisi della concorrenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi amiamo chiamarla&nbsp;<strong>funnel reverse engineering</strong>. Cosa significa?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli ingegneri sono in grado di prendere una macchina, smontarla e rimontarla perfettamente, riuscendo a capire da quanti e quali pezzi è formata. Noi facciamo la stessa cosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vado sui siti dei competitori, intercetto le loro offerte ed&nbsp;<strong>entro volontariamente all’interno di un funnel del competitor per analizzare tutte le pagine web&nbsp;</strong>di questo funnel, tutti gli step, tutte le email che vengono inviate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non per copiarle, ma per capire come operano i competitor e soprattutto dove sbagliano, quali sono i punti deboli, come possiamo differenziarci da loro, quali sono i nostri punti di forza rispetto ai loro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La scala dei valori</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta che abbiamo raccolto tutte queste informazioni dobbiamo organizzare la nostra mente da digital strategist e si passa alla fase più creativa, cioè prendo il pennarello e la lavagna e<strong>&nbsp;inizio a disegnare la scala dei valori</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una rappresentazione grafica di tutto ciò che noi abbiamo da vendere ma soprattutto del percorso che l’utente deve fare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’utente quando ci conosce è a un livello zero: non conosce noi, il nostro brand o il nostro prodotto, quindi perché dovrebbe pagarci?</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il magnet come contenuto gratuito</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il nostro scopo è far partire l’utente dal punto zero e fargli salire man mano la scala dei valori andandogli ad offrire il&nbsp;<strong>magnet</strong>,&nbsp;<strong>cioè un prodotto o contenuto gratuito</strong>. Ad sempio, il classico ebook in pdf, un free trial di 15 giorni per la prova del nostro servizio online oppure, se si tratta di un’attività offline, dei coupon o una prova gratuita in negozio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’otticaè quella di dover generare dei contatti con un budget di advertising destinato totalmente alla generazione di contatti in cambio di qualcosa di gratuito.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Solo successivamente possiamo far salire a queste persone la scala di valori, proponendo un primo acquisto che deve essere un’offerta di altissimo valore per l’utente ma con un costo irrisorio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti non è lì che dobbiamo generare il vero fatturato. In quel momento noi stiamo solo convertendo il contatto in cliente, riuscendo a farci conoscere per quello che siamo, a fargli provare il nostro prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Solo dopo questa fase dovremo proporre la nostra offerta principale”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, l’idea è proprio quella di prendere l’utente per mano e accompagnarlo in un viaggio alla scoperta del nostro brand.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli step di una strategia di funnel marketing</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c’è un numero minimo di step previsti? Quanti scalini dobbiamo far salire ai nostri utenti?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ADF:</strong>&nbsp;“Io sono per la<strong>&nbsp;metodologia Lean, quindi partire sempre con un funnel che comprende pochissimi step.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se partiamo con funnel complesso, composto da tantissimi step sarà più difficile riuscire a capire come ottimizzarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi quello che consiglio è sempre partire con poche pagine sul proprio sito web.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo, si può creare un funnel anche senza sito, ad esempio usando i chat bot di Messenger come Manychat o Chatfuel, ma saremo sempre legati a quello strumento. E se un giorno verrà meno lo strumento, verrà meno tutto il nostro business online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre<strong>&nbsp;il sito web è un po’ come casa nostra e lì siamo totalmente padroni&nbsp;</strong>di tutte le nostre attività, possiamo installare qualsiasi software, capire meglio gli utenti quali pagine visitano, dove si bloccano…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il funnel marketing è fatto anche di tutti questi strumenti di web marketing che ci permettono di ottenere il miglior risultato nel più breve tempo possibile e di ottimizzarlo sempre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non dobbiamo pensare che ci basta avere un tasso di conversione della nostra Facebook Ads del 30%. Con un sito potremmo aumentarlo al 40 o 50% e si tratta di variazioni anche di migliaia di euro di fatturato in più”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attirare i true fan con il sistema di credenze</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il più ricercato di tutti gli utenti è il famoso&nbsp;<strong>true fan, quello che pagherebbe qualsiasi cifra pur di avere un prodotto, un servizio o partecipare all’evento dell’azienda che ama</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma come possiamo fare ad attirare un true fan?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ADF</strong>: “Bisogna creare una cultura aziendale all’esterno e trasmetterla nel migliore dei modi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi la chiamiamo&nbsp;<strong>sistema di credenze, cioè l’insieme dei pilastri della nostra comunicazione, i nostri valori e principi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, per Marketers quali sono i pilastri del sistema di credenze?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può lavorare ovunque; si può vivere una vita diversa dalla vita tradizionale; possiamo viaggiare mentre lavoriamo e vivere alla grande.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi pilastri fanno in modo che le persone quando acquistano, quando guardano i nostri contenuti online si immedesimano in noi, desiderano diventare parte del brand.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Molte aziende</strong>&nbsp;si concentrano sul proprio prodotto pensando che sia di qualità, ma poi&nbsp;<strong>dimenticano di rispondere a questa domanda: perché io devo affidarmi a te? Perché devo credere in te, persona o brand?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non possiamo pensare di uscire subito sul mercato e vendere un milione di prodotti se non ci conoscono. In quel momento non abbiamo autorità e per loro il nostro brand non esiste.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La prima cosa da fare quindi è</strong>&nbsp;<strong>crearci lo zoccolo duro di true fan che ci seguiranno e che diventeranno a loro volta i nostri ambasciatori</strong>, così si scatenerà quello che è lo strumento di marketing più potente da sempre, cioè il passaparola”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I 3 errori che le aziende commettono online</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Andrea ci ha anche svelato&nbsp;<strong>quali sono i 3 errori peggiori che vede fare online dalle aziende</strong>&nbsp;di ogni dimensione.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Pensare che il digital marketing sia una costola del marketing tradizionale</li>



<li>Pensare che online si venda.</li>



<li>Non avere una chiara strategia di funnel marketing</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Vuoi saperne di più? Puoi guardare tutta l<strong>‘intervista completa</strong>&nbsp;qui sotto oppure andare direttamente al&nbsp;<strong>minuto 19:57</strong>&nbsp;in cui Andrea ha approfondito tutti i punti precedenti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Facebook cambia: come le aziende possono salvarsi?﻿</title>
		<link>https://cantstoplab.it/facebook-cambia-come-le-aziende-possono-salvarsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[CantStopLab Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 11:58:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[advertising]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://hybridibc.com/cantstoplabold/?p=206390</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da inizio 2018 su Facebook è in vigore un nuovo algoritmo il cui obiettivo è di rimettere al centro le persone. Questo nuovo algoritmo ha destato però non poche critiche da alcuni utenti, perché cambia alcune delle basi che hanno dato successo al social network di Zuckerberg, come la viralità e il marketing.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Da inizio 2018 su Facebook è in vigore un nuovo algoritmo il cui
obiettivo è di rimettere al centro le persone. Questo nuovo algoritmo ha
destato però non poche critiche da alcuni utenti, perché cambia alcune delle
basi che hanno dato successo al social network di Zuckerberg, come la viralità
e il marketing.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mark Zuckerberg ha annunciato un
epocale cambiamento nel funzionamento dell’algoritmo di Facebook che dovrebbe
portare a <strong>più contenuti con interazioni
tra persone e meno contenuti aziendali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’obiettivo è rendere Facebook sempre più</strong> “<strong>socievole</strong>”, capace di dare maggior soddisfazione nell’utilizzo, rispondendo pure alle lamentele degli utenti sulla pubblicità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo, nella luce che <strong>è l’immenso numero di utenti ad essere il “motore” del social network</strong> e del suo successo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questo algoritmo, grazie al <strong>sistema “Last Actor”</strong>, si dovrebbero limitare i contenuti di poco
valore, molto spesso indesiderati dagli utenti &#8211; soprattutto perché segnalati
come offensivi &#8211; e <strong>valorizzare invece i
post degli utenti con cui si sta più in contatto</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Facebook oggi è difficile da usare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Andrea Albanese, organizzatore
del <em>Social Media Marketing Day Italia</em>,
dichiara: “Le persone si stanno spostando sempre di più verso le chat sia
private che di gruppo, preferendole a forme di interazione più pubbliche”. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>È chiaro anche per l’utente medio che Facebook sia diventato “un
ambiente complesso”</strong> e non più di facile comprensione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così lo scopo di Facebook è
tornare a essere quel social network, come direbbe lo stesso Albanese, “<strong>semplice, genuino e senza fronzoli</strong>”
come quello del clamoroso boom alla fine degli anni 2000.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, è stato condotto un <strong>redesign del NewsFeed (cioè, la parte di
Facebook dove si leggono i post) per cercare di migliorare l’esperienza utente</strong>,
allungando così il tempo di permanenza degli utenti e facendo evitare la fuga
verso altri social network.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sottolinea <strong>Alessandro Mazzù</strong>, consulente di web marketing in <a href="https://www.insidemarketing.it/nuovo-algoritmo-di-facebook-come-funziona/">un’intervista ad Inside Marketing</a>, “<strong>tutti noi vorremmo vedere nel nostro feed notizie più interessanti e utili</strong>, e così credo sinceramente che i cambiamenti come questi siano utilissimi per rendere sempre meno visibili i post di pagine che si limitano a pubblicare ogni giorno post in cui vogliono solo vendere i loro post e servizi”. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le aziende devono cambiare strategia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Così <strong>le aziende che operano sui social network sentono il bisogno di cambiare strategia</strong>, creando “contenuti che le persone vogliono effettivamente leggere, oppure soddisfare un’esigenza”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo però <strong>potrebbe creare</strong> <strong>dei problemi
alle aziende che investono in pubblicità</strong> su Facebook perché vedrebbero il
loro spazio pubblicitario sempre più ridotto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, <strong>ciò potrebbe danneggiare</strong> <strong>anche
Facebook stesso</strong> &#8211; visto che è un’azienda che basa il suo business anche e
soprattutto sulla vendita di advertising &#8211; e il suo fatturato potrebbe non
crescere più come prima per il ridotto potenziale di marketing. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per limitare il problema della riduzione
di visibilità su Facebook, <strong>le aziende dovrebbero
puntare su strategie alternative alla piattaforma di Zuckerberg</strong>. Ad
esempio, potrebbero utilizzare strategie SEO (Search Engine Optimization) o SEM
(Search Engine Marketing) &#8211; cioè di ottimizzazione e indicizzazione dei propri
siti web, per farsi trovare più facilmente su Google e poter valorizzare i
contenuti virali e dal buon potenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo modo le aziende diventerebbero sempre meno dipendenti da Facebook per incontrare i propri utenti online. Va ricordato, infatti, <strong>che sulle piattaforme social si è solo “ospiti”</strong> mentre il proprio sito Internet è come casa propria e si può personalizzare al massimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Autore: Roberto Mennitto<br>IG @rob.mennitto</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Immagine: Pixabay</em><br></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://cantstoplab.it/facebook-cambia-come-le-aziende-possono-salvarsi/">Facebook cambia: come le aziende possono salvarsi?﻿</a> proviene da <a href="https://cantstoplab.it">CantStopLab</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il growth hacking spiegato semplice</title>
		<link>https://cantstoplab.it/il-growth-hacking-spiegato-semplice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[CantStopLab Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 15:19:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste esperti]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[growth hacking]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://hybridibc.com/cantstoplabold/?p=206326</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cos'è il growth hacking e a chi serve? Raffaele Gaito ce lo ha spiegato nel modo più semplice possibile nell'intervista peggiore del secolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://cantstoplab.it/il-growth-hacking-spiegato-semplice/">Il growth hacking spiegato semplice</a> proviene da <a href="https://cantstoplab.it">CantStopLab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ma davvero il growth hacker è la figura professionale che <strong>è in grado di dare una scossa ai business online?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questa domanda in mente ho deciso di fare <strong>quattro chiacchiere con Raffaele Gaito </strong>– considerato uno dei massimi esperti italiani della materia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E sono riuscita a tirar fuori <strong>una delle interviste peggiori nella storia di CantStop Lab</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Problemi audio, inquadrature errate, linea di Skype terribile, citofonate e cazziate al team in diretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Purtroppo non ce me vergogno abbastanza</strong>, così in fondo alla pagina c&#8217;è l&#8217;audio (pessimo! Io ti ho avvertito&#8230;) della nostra chiacchierata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se sei un impavido<em> </em>ho anche il video integrale dell&#8217;intervista. Ma quello <strong>me lo dovrai chiedere in ginocchio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fortuna che <strong>Raffaele sa il fatto suo</strong> (e come potrebbe essere altrimenti?) e ha risposto alle mie domande con garbo e ironia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per te, invece, che sei impazienti di sapere <strong>perchè il growth hacking è l&#8217;approccio che ti salverà il business</strong>, ho trascritto l&#8217;intervista qui sotto (non ringraziarmi).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nonna, ti spiego che lavoro faccio.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alias: </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cos&#8217;è un growth hacker? </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È la prima cosa che ho chiesto a Raffaele Gaito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma dato che voglio capirlo una volta e per sempre, gli ho chiesto di farlo <strong>come se lo stesse spiegando a sua nonna</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Fortunatamente non ero l’unica a pormi il problema di
semplificare le cose e infatti Raffaele – che deve aver ricevuto questa domanda
un milione di volte – aveva già la risposta pronta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>GT:</strong> “<em>Aiuto le aziende a realizzare prodotti migliori e a comunicarli meglio utilizzando i dati e la sperimentazione</em>”. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una definizione di growth hacker più semplice non poteva darcela</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi sono andata a controllare sul suo blog, dove c’è una dettagliata guida sul <a href="https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking/">growth hacking</a>, e ne ho trovata un’altra ripresa da Wikipedia:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“<em>Il Growth Hacking è un processo di sperimentazione rapida sul prodotto e sui canali di marketing per trovare il modo più efficiente per far crescere un business</em>”.</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, cari imprenditori, <strong>scordatevi il vecchio marketing e i suoi soliti processi. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Qui si sperimenta per crescere in fretta</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E non lo si fa alla cieca, ma basandosi sui dati e informazioni che il growth hacker deve saper maneggiare per prendere le decisioni giuste. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E Raffaele me lo conferma:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>RG:</strong> “<em>In generale, l&#8217;approccio basato su esperienza, intuito, decisioni di pancia non è il migliore nel mondo del business. Tutto ciò che non è misurabile non piace a chi fa growth hacking</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quello del growth hacker è un profilo professionale che si sta affacciando da poco sul mercato del lavoro italiano e le richieste da parte delle aziende stanno aumentando. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una professione molto interessante perché consente di coniugare competenze diverse. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>RG:</strong> “<em>Quello del growth hacker è un profilo a T, non è uno specialista, perché ha delle competenze trasversali che sono legate al mondo del digitale</em>”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, <strong>che competenze dovrebbe sviluppare chi vuole diventare growth hacker?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>RG:</strong> “<em>Per citare 4-5 macrocategorie, direi che un growth hacker dovrebbe essere<strong> esperto di marketing</strong>, perché si parla di quello e quelle sono le origini; </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>dovrebbe avere competenze nel mondo dei dati</strong>, saperli interpretare, confrontarli, senza essere per forza dei data analyst; </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>poi, <strong>deve essere una persona orientata al prodotto</strong>, cosa che non è banale perché non tutti lo sono. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Infine, abbiamo le <strong>competenze più tecniche, di management, di psicologia e persuasione</strong> perché ha continuamente a che fare con gli utenti, utilizza dati anche di tipo qualitativo facendo interviste e così via</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un mestiere a tutto tondo, che mette insieme
discipline diverse, alcune delle quali considerate spesso opposte tra di loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>RG:</strong> “<em>Apparentemente potrebbero sembrare delle competenze che sono in contrasto tra di loro ma in realtà non è così. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Nel growth hacking c&#8217;è anche una forte parte di creatività</strong> che potrebbe essere vista come opposta ai dati, ma <strong>proprio dall&#8217;intersezione tra queste diverse competenze nasce quel valore aggiunto</strong> rispetto all’approccio tradizionale e verticale</em>”. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il growth hacking è solo per startup?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La figura del growth hacker è nata in Silicon Valley, la patria delle startup. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le imprese tecnologiche avevano bisogno di qualcuno che spingesse la loro crescita sperimentando nuove strade e <strong>così è nato il growth hacking</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In seguito, questo approccio si è diffuso anche ad altri settori e alle aziende di più lungo corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>RG: </strong>“<em>È vero che questa metodologia nasce nel mondo delle startup ma è anche vero che oggi non è più relativa solo a quel mondo. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Io lavoro con PMI e con multinazionali. <strong>IBM, Philips, ING, Heineken stanno tutte sviluppando una parte di growth hacking,</strong> quindi è un approccio che appartiene anche alle grandi aziende. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In particolar modo, però, <strong>se sei una startup e hai poco tempo, poco budget e poche risorse hai necessità di lavorare fin da subito con un approccio di questo tipo</strong>, che è basato sull’ottimizzare le risorse, spendere il meno possibile, andare il più velocemente possibile.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Se sei una startup non puoi permetterti di lavorare in altro modo altrimenti muori</strong></em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ci sono anche alcune imprese italiane </strong>che stanno adottando l’approccio growth hacker con ottimi risultati:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>GT:</strong> “<em>Tra i clienti con cui sto lavorando in questo momento c’è <strong>Treedom</strong>, che consente di adottare alberi a distanza, ma sul mio blog ci sono anche studi di altre realtà italiane che non sono miei clienti</em>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli errori che le aziende fanno sempre </h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’approccio delle aziende sta cambiando. Almeno per
quanto riguarda startup e grandi imprese. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, nonostante tutto, <strong>sono ancora tanti gli errori che le aziende, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni fanno quando comunicano online</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>GT:</strong> “<em>Ci sono diversi errori che fanno le aziende quando comunicano online e in generale quando parlano con i loro clienti.</em> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il primo è che molto spesso <strong>non sanno con chi stanno parlando. </strong>Te ne rendi conto dal modo con il quale creano i contenuti e comunicano online che loro non hanno idea di chi è veramente il loro target.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il secondo punto lo legherei a una tematica di contenuti, che è una delle cose che a me sta più a cuore. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Ci sono veramente poche realtà in Italia che lavorano bene con i contenuti</strong> nel senso di informare la loro audience e quindi fare contenuti utili, interessanti, specifici per quella nicchia. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Vedo ancora pagine Facebook o account Instagram che sono pieni di promozioni e poi non c’è nessun contenuto utile nel vero senso del termine. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Se invece guardiamo alle startup americane</strong> questa è una cosa che li rappresenta, perché loro<strong> hanno dei blog pazzeschi e dei contenuti interessanti</strong>.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Come terza cosa ti direi – citando Simon Sinek e la sua famosa “ricerca del perché” – che <strong>molte realtà sia grandi sia piccole fanno poco lavoro, poca ricerca sul tema del perché</strong>. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Per chi non l’avesse letto, Sinek dice che <strong>quando comunichiamo dobbiamo mettere il perché facciamo certe cose prima del come</strong>. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ormai questo è un concetto sdoganato nel mondo del marketing, ma nonostante ciò, tante aziende sono super concentrate sul cosa facendo zero attenzione al perché. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Al contrario questo punto fa tutta la differenza del mondo, soprattutto se incontri quell’azienda, quel canale per la prima volta. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Se atterro sul tuo canale Youtube, sul tuo blog, sulla tua pagina Instagram, nel primo impatto che ho con quell’azienda <strong>vedo la differenza fra chi mette il cosa, il come e chi mette il perché in primo piano</strong></em>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo strano caso del blog</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A proposito di contenuti e di ricerca del perchè, <strong>uno strumento spesso sottovalutato dalle imprese è il blog. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Viene visto come una perdita di tempo o una semplice vetrina per i propri prodotti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma davvero <strong>si può fare a meno del blog in una strategia di comunicazione o è uno strumento essenziale?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>GT:</strong> “<em><strong>No, non se ne può fare a meno</strong>. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ovviamente dipende da come lo utilizzi, da cosa ci metti di contorno e quindi il blog da solo non basta. Ma <strong>avere un posto, una piattaforma proprietaria dove metti i contenuti è fondamentale</strong>. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Oggi ancora di più visto che ci sono algoritmi che non abbiamo sotto il nostro controllo, i costi della pubblicità sono in continua crescita e così via. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Non puoi affidarti al cento per cento a Facebook, Twitter, Youtube, Instagram</strong>. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In un posto dove non detti tu le regole, non hai il controllo della visibilità, quello che crei diventa di qualcun altro, <strong>avere una piattaforma dove le cose che fai sono tue, sono gestite, organizzate, scritte da te, mostrate come vuoi tu, con l’esperienza utente che decidi tu è fondamental</strong>e. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>E – nell’ottica di creare dei contenuti utili e di qualità per la propria audience – il blog diventa uno strumento importante <strong>anche semplicemente come punto d’aggregazione </strong>per altre cose. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Io ho da poco rifatto completamente il mio sito e sopra ci faccio finire i miei video di Youtube, i miei contenuti di Facebook ma è sempre la piattaforma mia, che gestisco io e sono sicuro che è al cento per cento sotto il mio controllo</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La chiacchierata con Raffaele Gaito è giunta al termine, ma prima di lasciarlo ai suoi impegni a Cambridge sono curiosa di sapere <strong>se e come potremo vederlo di nuovo in Italia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>GT:</strong> “<em>Sarò il <strong>30 e 31 marzo in Italia per il <a href="https://sellalab.com/growth-hacking-bootcamp-sellalab-salerno/">Bootcamp sul Growht Hacking</a></strong><a href="https://sellalab.com/growth-hacking-bootcamp-sellalab-salerno/"> </a>a Salerno. Una full immersion di un weekend in cui si lavora su progetti concreti</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’ottima occasione per mettersi alla prova con
l’approccio del gowth hacking. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Guai a chi se la perde!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tranquillo, non mi sono dimenticata&#8230;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco l&#8217;audio dell&#8217;intervista rimaneggiato un po&#8217;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sei proprio sicuro di volerlo ascoltare?<br></p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://hybridibc.com/cantstoplabold/wp-content/uploads/2019/03/gaito.mp3"></audio><figcaption>L&#8217;audio sbagliato dell&#8217;intervista a Raffaele Gaito.<strong> A tuo rischio e pericolo.</strong></figcaption></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>La Formula Sharewood &#8211; Il potere dei contenuti di valore</title>
		<link>https://cantstoplab.it/formula-sharewood-il-potere-di-condividere-contenuti-di-valore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[CantStopLab Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2019 11:12:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://hybridibc.com/cantstoplabold/?p=206265</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ha chiamata &#8220;Formula Sharewood&#8221; ed è la sua strategia per lanciare un business online e renderlo un caso di successo. Nel suo libro &#8220;Da brand a friend&#8221; Robin Good ne svela tutti i segreti, ma qui ho selezionato 4 lezioni che possiamo imparare subito per resettare i nostri progetti e impostarli al meglio. Chi è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ha chiamata &#8220;<strong><em>Formula Sharewood</em></strong>&#8221; ed è la sua strategia per lanciare un  business online e renderlo un caso di successo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo libro &#8220;<a href="https://www.roiedizioni.it/libri/robin-good-da-brand-a-friend/">Da brand a friend</a>&#8221; Robin Good ne svela tutti i  segreti, ma qui ho selezionato 4 lezioni che possiamo imparare subito per resettare i nostri progetti e impostarli al meglio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Robin Good?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Robin Good è stato il primo italiano a fatturare più di 1 milione di dollari in pubblicità a Google. Citato in più di 100 libri e fondatore di Master New Media, il sito lanciato nel 1999 per essere sempre aggiornati sul modo di comunicare online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo nome d&#8217;arte è già tutto un programma. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Tu sei Robin Good, nipote immaginario di Robin Hood, quello che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Ma a differenza di tuo zio, che veniva dalla foresta di Sherwood, tu vieni dalla foresta di <strong>Share</strong>wood, la foresta della &#8220;condivisione&#8221;.</em></p><p>Robin Good</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco quindi da dove prende il nome la famosa &#8220;Formula Sharewood&#8221;, cioè l&#8217;insieme di <strong>consigli e strategie di marketing basate sul posizionamento di nicchia</strong>, la condivisione di valore vero e la capacità di coltivare un seguito di fan appassionati per i quali creare prodotti e servizi appositi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma iniziamo subito ad entrare nel vivo della questione e vediamo ad uno ad uno i 4 più importanti suggerimenti che ho rubato a Robin Good leggendo il suo libro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sei pronto?<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Lezione 1: Specializzati in una nicchia di mercato.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; la base dei business online. Quando cerchiamo qualcosa sul web difficilmente digitiamo parole troppo generiche. Vogliamo arrivare subito a quello che ci serve e per specificarlo inseriamo altri nomi, aggettivi, località. Google lo sa e sta personalizzando sempre di più le sue pagine di risultati (Serp) per venire incontro alle esigenze degli utenti. Quindi perchè tu non lo stai facendo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul web non basta essere un negozio di abbigliamento o un consulente di comunicazione qualunque, <strong>devi posizionarti nella mente dell&#8217;utente con una frase ben precisa</strong>. <strong>Devi essere immediatamente riconoscibile</strong>.<br>Ad esempio, puoi vendere abiti per persone rock oppure aiutare i pasticceri a promuoversi online. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non c&#8217;è limite alla tua specializzazione, ma ricorda che deve essere una nicchia profittevole, quindi con abbastanza utenti interessati al tuo prodotto/servizio per consentirti di guadagnare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo, non è così semplice come sembra. Quindi, come fare per trovare la propria nicchia online? <br><br><strong>Parti dal </strong><em><strong>PIE</strong></em><strong>, cioè dal problema, interesse o esigenza che sei in grado di risolvere</strong> <strong>grazie alle tue competenze o passioni</strong>. Poi, individua la tribù di persone che hanno lo stesso problema e cerca di capire quali sono i loro bisogni specifici e con quali chiavi di ricerca (<em>keyword</em>) trovano online le soluzioni. <br>Una volta individuate le keyword, confronta la tua offerta con quella dei concorrenti nella stessa nicchia. Poi ripeti gli step per tutte le volte che lo ritieni necessario, finchè non avrai trovato la tua nicchia perfetta.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Lezione 2: Ciò che conta è il valore di quello che offri.</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>&#8220;Il tuo scopo è quello di creare, condividere e offrire qualcosa di valore, unico e raro, che le persone possono trovare solo da te.</em></p><p>Robin Good</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Nei business online credibilità e successo vanno di pari passo. <strong>Nessuno comprerà da te se non si fiderà delle tue capacità e competenze</strong>. Come dimostrargliele allora? Con contenuti ad hoc, che rispondono alle esigenze dei tuoi utenti e risolvono i loro problemi gratuitamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scrivi guide, registra tutorial, rispondi alle più comuni domande. Usa articoli, video interviste, podcast. <strong>Gli strumenti a disposizione sono tantissimi</strong>, <strong>non ti resta che scegliere quello che fa al caso tuo e diffondere le tue conoscenze online</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tranquillo, non sto dicendo che devi condividere tutte le tue competenze senza ottenere nulla in cambio. Al contrario, <strong>quello che riceverai sarà più grande man mano che deciderai di offrire ai tuoi follower dei contenuti free e di valore</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vedrai, il tuo seguito ti sarà molto riconoscente e vedrà in te una persona competente e credibile a cui affidarsi senza remore. Così quando sarai pronto per mostrare il tuo prodotto/servizio il tuo pubblico sarà molto più predisposto all&#8217;acquisto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E questo si riallaccia direttamente alla lezione numero 3.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Lezione 3: Crea una comunità di fan<br></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ora che hai creato interesse verso te, la tua azienda e il tuo prodotto devi fare il passo successivo. <strong>Concentrati sulle relazioni che hai instaurato con gli utenti.</strong> Puoi considerarli già tuoi fan?</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>I fan sono tutti coloro che sostengono in maniera diretta o indiretta la tua attività, il tuo progetto o l&#8217;iniziativa che porti avanti online.</em></p><p>Robin Good</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Come dice Robin Good, <strong>il fan è molto più di un semplice lettore</strong>. A lui non piace solo quello che scrivi, dici o condividi. Ama il tuo stile comunicativo ed è pronto a difenderti a spada tratta dai tuoi detrattori online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I fan sono davvero preziosissimi. <strong>Ma come trasformare degli utenti in fan? Devi ascoltarli, ispirarli e coinvolgerli.</strong> Tutti amano essere presi in considerazione, soprattutto se a farlo è una persona di cui si fidano. Guarda cosa ti scrivono e come commentano gli utenti, chiedi la loro opinione spesso e prendi spunto da ciò per creare contenuti che abbiano valore (ricorda il punto precedente!).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lezione 4: Il traffico non vale niente</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando sentiamo di progetti online di successo, la maggior parte delle persone comincia ad associare nella propria mente le parole &#8220;traffico&#8221;, &#8220;numeri&#8221;, &#8220;likes&#8221;, &#8220;follower&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma siamo proprio sicuri che sia questo a fare di un&#8217;attività web un caso di successo?</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Nonostante l&#8217;idea di conquistare un gran numero di visitatori venga ancora oggi promossa come una delle strade principali verso il successo online, non c&#8217;è alcuna correlazione provata fra il numero di persone che visitano un sito e i ricavi che lo stesso produce (tranne quando l&#8217;unico modello di business adottato è quello della pubblicità).</em></p><p>Robin Good</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Robin ha ragione da vendere! Le cosiddette vanity metrics ormai non contano più. <strong>Ciò che veramente decreterà il successo del tuo progetto online sarà l&#8217;interesse che gli utenti dimostreranno nei confronti dei contenuti che proporrai</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ci pensi un attimo vedrai che è tutto legato alla logica di base della nicchia di mercato. </p>



<p class="wp-block-paragraph"> Quando decidi di operare in un settore specifico, ti stai specializzando nel risolvere i problemi di un numero più ristretto di persone rispetto a quello del mercato generico, ma sicuramente più interessato e coinvolto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi <strong>il tuo problema non è tanto aumentare il traffico verso il tuo sito, ma portare gli utenti a rimanerci più tempo possibile</strong> e usufruire di tutti i contenuti che puoi offrire.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading">Dimmi la tua!</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Queste sono le 4 lezioni sulla Formula Sharewood che ho imparato leggendo &#8220;Da brand a friend&#8221; di Robin Good e che ho voluto condividere con te. Se ti sono piaciute ti invito a leggere l&#8217;intero libro perchè è pieno di esempi di successo, strumenti utili e best pratice da mettere in pratica per far volare il tuo business online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma adesso dimmi la tua. <strong>Ti sono state utili queste piccole lezioni? Anche il tuo è un business di nicchia?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fammi sapere nei commenti cosa ne pensi e aiutami ad approfondire l&#8217;argomento.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come cavarsela tra social media marketing, influencer e blog</title>
		<link>https://cantstoplab.it/social-media-marketing-deluyk/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[CantStopLab Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2018 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rivoluzione del digital ha radicalmente cambiato la nostra società e spesso facciamo fatica ad orientarci. Sono nati nuovi mestieri, come quello dell&#8217;influencer. Siamo inondati di contenuti e infomazioni che gli stessi utenti del web creano. Sono stati aperti negozi online e oggi si vende anche attraverso i social network. Abbiamo tantissimi dati e strumenti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://cantstoplab.it/social-media-marketing-deluyk/">Come cavarsela tra social media marketing, influencer e blog</a> proviene da <a href="https://cantstoplab.it">CantStopLab</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La rivoluzione del digital ha radicalmente cambiato la nostra società e spesso facciamo fatica ad orientarci.</p>
<p>Sono nati nuovi mestieri, come quello dell&#8217;influencer. <strong>Siamo inondati di contenuti e infomazioni</strong> <strong>che gli stessi utenti del web creano</strong>. Sono stati aperti negozi online e oggi si vende anche attraverso i social network. Abbiamo tantissimi dati e strumenti di analisi in più, ma spesso non sappiamo come usarli.</p>
<p>Comprendere i social media è il primo passo per poterli utilizzare al meglio. Questo è uno degli obiettivi di &#8220;<a href="https://www.libro-socialmediamarketing.it/">Social media marketing, fra UCG ed algoritmi</a>&#8220;, (ed. Lupetti), un manuale che non vuole essere solo uno strumento operativo, con <strong>consigli e pratiche da poter seguire per usare le risorse digitali nel modo giusto</strong>, ma anche e soprattutto un&#8217;opera che esplora i cambiamenti socio-culturali che la comunicazione digitale ha portato negli ultimi anni.</p>
<p>Per entrare ancora meglio nel mood del libro e approfondire temi che potrebbero essere interessanti per chi si sta approcciando a questo settore abbiamo deciso di fare <strong>quattro chiacchiere con l&#8217;autore, Alessandro de Luyk</strong>.</p>
<p>Nel podcast che trovi in fondo alla pagina Alessandro ci ha parlato di</p>
<ul>
<li><strong>perchè un&#8217;attività local oggi è costretta ad essere presente sui social<br />
</strong></li>
<li><strong>come il consumatore odierno sia molto manipolabile</strong>, nonostante abbia molte più informazioni rispetto al passato</li>
<li><strong>come ingaggiare e gestire il rapporto con gli influencer</strong> per non incappare in brutte sorprese.</li>
<li><strong>quando usare il blog</strong> e in quali settori è essenziale</li>
<li><strong>se occorre sempre pagare le inserzioni per avere dei buoni risultati sui social</strong></li>
</ul>
<p>Ti lascio al podcast dell&#8217;intervista, fammi sapere nei commenti cosa ne pensi. Alla prossima!</p>
<p><iframe title="Come cavarsela sui Social - Intervista ad Alessandro De Luyk" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/dPa7JxAzMvo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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